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Il team di Feletto ora è a Tavagnacco.

In occasione del recente trasferimento dei prodotti e del personale a Tavagnacco, abbiamo intervistato una figura storica del punto vendita Arteni di Feletto Umberto: Roberto, che ha gestito il negozio per ben 23 anni.

In occasione del recente trasferimento dei prodotti e del personale a Tavagnacco, abbiamo intervistato una figura storica del punto vendita Arteni di Feletto Umberto: Roberto, che ha gestito il negozio per ben 23 anni. 

Una chiacchierata sulla sua lunga carriera da Arteni, sui cambiamenti che ha visto durante la sua esperienza professionale e sullo speciale rapporto che negli anni si è creato con la clientela di Feletto.

Buongiorno Roberto, partiamo dall’inizio. Quali sono stati i tuoi primi passi nel mondo dell’abbigliamento?

«Io ho 53 anni e da 33 lavoro da Arteni. Possiamo dire che la mia carriera inizia da Arteni e ancora oggi sono felicissimo di farne parte. 

Il mio primo lavoro da Arteni, curiosamente, non ha a che fare con l’abbigliamento: in quegli anni l’azienda stava ampliando i suoi spazi con il reparto Casa di Tavagnacco e io, avendo studiato elettromeccanica a Cividale, aiutavo l’elettricista. 

Il mondo della moda mi affascinava e per una ventina di giorni ho potuto conoscerlo da vicino, fino ad avere l’opportunità di entrarci: dal lunedì al venerdì spaccavo i muri e tiravo i fili elettrici, mentre i sabati lavoravo come assistente alla vendita nel reparto Sport».

Dall’elettromeccanica all’abbigliamento, dunque. Come sono proseguiti i tuoi primi anni a Tavagnacco?

«Gli iniziali venti giorni sono diventati sei mesi, durante i quali iniziai ad appassionarmi, a sentirmi sempre più a mio agio nel lavoro. Alla fine dei sei mesi, il Signor Arteni, come premio per il mio impegno, mi chiese se desiderassi provare a fare carriera in azienda.

Io ero attratto dalla moda, nel pieno della giovinezza e con tanta ambizione e voglia di fare esperienza. Da Arteni eravamo, e siamo tuttora, i numeri uno del capospalla e quindi, mi proposi per un’esperienza nel reparto Uomo. Dopo qualche mese come “jolly” tra lo Sport e il reparto Uomo, mi sono definitivamente trasferito in quest’ultimo, dove ho avuto la fortuna di apprendere il mestiere dal Signor Gianni, in primis, e dai dipendenti storici dell’azienda: Ezio, Carlo e Marcello, mi hanno trasferito “lo stile Arteni” insegnandomi non solo i molti aspetti tecnici del lavoro, ma anche quelli più empatici e relazionali, relativi all’approccio e alla consulenza al cliente».

Dopo aver imparato il mestiere e aver fatto proprio “lo stile Arteni” come prosegue la tua carriera in azienda? 

«Dopo circa tre anni a Tavagnacco, mi fu proposta un’ulteriore opportunità di crescita: il ruolo di store manager nel negozio di Codroipo, che stava nascendo proprio in quegli anni. Insieme a Gigi, altro collega che mi ha insegnato molto, gestiamo per sette anni Arteni Codroipo: all’iniziale punto vendita di due piani e quattro dipendenti, seguì l’apertura dell’attuale grande negozio di Codroipo, con una decina di dipendenti.

Passati sette anni, venni richiamato in sede perché, ancora una volta, mi si presentò un’altra occasione: il ruolo di store manager del negozio di Feletto Umberto, che ho gestito per ben 23 anni». 

Durante una carriera così lunga hai potuto assistere a molti cambiamenti in questa professione. Quali sono state le soddisfazioni più grandi?

«Questo lavoro è cambiato moltissimo sotto i miei occhi. Anni fa, la domenica e il lunedì si era chiusi, mentre oggi, in linea con le esigenze del mercato, siamo aperti 7 su 7. Ma il lavoro non è cambiato solo per quanto riguarda l’aspetto quantitativo: gli assistenti alla vendita erano visti dai clienti come figure più autorevoli, con una cultura di settore a cui affidarsi. Oggi il cliente, come in tanti altri ambiti, è più autonomo e informato. Ma da Arteni, fortunatamente, la conoscenza del prodotto, la cultura dell’accoglienza e del servizio al cliente sono da sempre punti fermi della filosofia aziendale, e non si sono diluiti nel tempo. È per questi valori che, ancora oggi, quando qualcuno pensa di acquistare un abito, pensa subito di fare un giro da Arteni.

Le soddisfazioni di questo lavoro derivano dai rapporti umani che si creano, sia tra colleghi che con la clientela. Quando si ha la fortuna di instaurare questi rapporti, alzarsi la mattina per andare al lavoro è un piacere: ancora oggi ho persone che vengono a cercarmi da Treviso e Pordenone… questo mi rende orgoglioso e credo sia il giusto riconoscimento per l’impegno di tutti questi anni».

A proposito di buoni rapporti, da Arteni Feletto si è creato un ambiente speciale, sia tra i dipendenti, sia con una clientela particolarmente legata al negozio e alle persone che ci lavoravano. Qual è stato il segreto per un affetto così?

«Nella mia esperienza di gestore ho sempre creduto che tutte le persone vadano trattate nello stesso modo, che ognuno debba avere il suo ruolo ma anche che tutti debbano saper fare tutto: così ci si dà una mano nel momento del bisogno, così ci si stimola a vicenda e si cresce.

Per quanto riguarda il team Arteni a Feletto, c’erano i parametri giusti per creare la giusta armonia: quando arrivai, Carla lavorava già in negozio, mentre Martina è arrivata una decina di anni fa. Entrambe sanno benissimo cosa significhi rappresentare Arteni, e già dopo pochi mesi bastava uno sguardo per intendersi e aiutarsi. Questo il cliente lo respira, e lo riconosce nel sorriso con cui lo accogliamo ogni giorno.

Inoltre, da una quindicina d’anni, a Feletto abbiamo sviluppato un grande lavoro sulle “taglie forti”: un campo dove il cliente è sicuramente più difficile da conquistare, ma una volta creato il rapporto di fiducia, prende vita una relazione duratura e gratificante. Queste sono le soddisfazioni che ci fanno amare questo lavoro, anche dopo tanti anni di esperienza».

Attualmente tu, Martina e Carla siete a Tavagnacco. Come vi trovate?

«Carla e Martina oggi lavorano nel reparto Intimo e hanno rapidamente fatto squadra con le altre colleghe; io invece sono ritornato al reparto Uomo, dove spesso lavoravo le domeniche quando il negozio di Feletto era chiuso. Anche per me è stato facile integrarmi con i colleghi e conoscere i prodotti… in 33 anni di lavoro ho acquisito l’esperienza necessaria per affrontare questo lavoro in serenità.

La clientela di Feletto ci è già venuta a cercare a Tavagnacco, sia chiedendo alle casse, sia cercandoci tra i reparti… ovviamente li abbiamo serviti con grande felicità e con lo stesso sorriso di sempre».

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